L'Olanda ci ha affondato la Barcaccia




La fontana della Barcaccia é la prima fontana progettata interamente come un’opera scultorea, che rompe i canoni della classica vasca dalle forme geometriche.
E' alimentata dall'Acqua vergine, l'acquedotto dell'Aqua Virgo è stato il sesto acquedotto romano, ed è oggi l'unico ad essere ancora funzionante. Come quello dell'Aqua Iulia, fu costruito da Marco Vipsanio Agrippa, amico, generale e genero di Augusto, e venne inaugurato il 9 giugno del 19 a.C. La sua principale funzione doveva essere quella di rifornire le Terme di Agrippa, nella zona del Campo Marzio. Capta acqua da sorgenti nei pressi del corso dell'Aniene, al km 10,5  della via Collatina (nella località attualmente chiamata "Salone") e prende il nome probabilmente dalla purezza e leggerezza delle acque che, in quanto prive di calcare, hanno consentito la conservazione dell'acquedotto per 20 secoli.

I papi e gli artisti

Nei secoli diversi papi hanno operato rifacimenti e restauri: Niccolò V, che oltre ad aver incrementato la portata con la captazione di nuove sorgenti affidò l'incarico del restauro a Leon Battista Alberti, Paolo IV, Sisto IV, Pio IV, Pio V, Benedetto XIV e Pio VI.
Nel 1627 papa Urbano VIII incaricò Pietro Bernini, che già lavorava all’ampliamento dell’acquedotto stesso, di realizzare una fontana nella piazza sottostante la chiesa della Trinità dei Monti che allora, in mancanza della scalinata, sorgeva sul bordo di una scarpata. L'opera fu completata nel 1629, e il Bernini fu aiutato anche dal figlio Gian Lorenzo, che probabilmente la completò alla morte del padre.

Le difficoltà tecniche e la forma della fontana

La realizzazione comportò il superamento di alcune difficoltà tecniche, dovute alla bassa pressione dell'acquedotto, che non permetteva la creazione di zampilli o cascatelle.
I Bernini aggirarono le difficoltà ideando la fontana a forma di barca semisommersa in una vasca ovale posta leggermente al di sotto del piano stradale, con prua e poppa, di forma identica, molto rialzate rispetto ai bordi laterali più bassi, appena sopra il livello del bacino.

Al centro della barca un corto balaustro sorregge una piccola vasca oblunga, più bassa delle estremità di poppa e prua, dalla quale fuoriesce uno zampillo d’acqua che, riempita la vasca, cade all’interno della barca per tracimare poi, dai bordi laterali bassi e svasati, nel bacino sottostante.
L’acqua sgorga da altri sei punti (tre a poppa e tre a prua): due sculture a forma di sole con volto umano, che gettano acqua verso altrettante conche all’interno dell’imbarcazione, e quattro fori circolari (due per parte) rivolti verso l’esterno, simili a bocche di cannone.
Oltre ai due soli, completano le decorazioni due stemmi pontifici, con la tiara e le api simbolo araldico della famiglia del pontefice (i Barberini), alle estremità esterne della barca, tra le due bocche di cannone.

Rabbia e sdegno

Le immagini di ieri ci hanno lasciato sdegnati e non abbiamo alcuna intenzione di riportare le foto di quei poveri mentecatti;
abbiamo solo un consiglio per i nostri lettori:
Venite a visitare Roma, prima che il prossimo barbaro lo faccia per voi







Fonti e immagini Wikipedia, National Geografic, Roma Sparita




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