La casa dei fratelli Collyer




I due fratelli Homer Lusk e Langley Collyer sono noti per la loro natura ossessivo-compulsiva, fonte d'inspirazione per il programma TV "Sepolti in Casa"
Figli di una famiglia newyorkese altolocata, rimangono soli nella casa di Harlem;  il quartiere originariamente di lusso, a prevalenza bianca, in cui risiedevano molti professionisti altolocati e grossi nomi della finanza e dello spettacolo, perde velocemente lo status di zona bene diventando malfamato, i fratelli reagiscono a questo cambiamento facendosi sempre più reclusi ed eccentrici.

La loro casa si riempie a poco a poco degli utensili più disparati che i Collyer accatastano ovunque: giocattoli, carrozzine deformate, pezzi di violini, corde e cavi elettrici attorcigliati a pile di giornali vecchi di anni, cataste di scatoloni pieni di bicchieri rotti, cassepanche ricolme di lenzuola di ogni genere, fasci di decine di ombrelli, candelabri, pezzi di manichini, 14 pianoforti, un’intera automobile disassemblata e un’infinità di altre cianfrusaglie.

Sepolti in casa

Negli anni ’30 Homer diventa cieco. Langley, allora, decide di prendersi cura del fratello, e la vita dei due si fa ancora più misteriosa e appartata.
Homer resta sempre sepolto in casa, all’interno della fitta rete di cunicoli praticati all’interno della spazzatura che ormai riempie la casa fino al soffitto; Langley esce di rado, per procurarsi le cento arance alla settimana che dà da mangiare al fratello nell’assurda convinzione che serviranno a ridargli la vista.

Trappole e trabocchetti

I ragazzini tirano i sassi alle loro finestre, li chiamano “i fratelli fantasma” gira voce che siano estremamente ricchi, dopo qualche tentativo di furto, Langley diviene sempre più ossessionato dall’idea che qualche intruso possa fare irruzione nel loro mondo distorto; così, costruisce una serie di trappole, anche mortali, che dissemina nella confusione di oggetti stipati in ogni stanza.

Chiunque abbia l’ardire di entrare nel loro mondo la pagherà cara.

Nel Marzo del 1947, mentre sta portando la cena a Homer, strisciando attraverso un tunnel scavato nella parete di pacchi di giornale, Langley attiva per errore uno dei suoi micidiali trabocchetti: la parete di valigie e vecchie riviste gli crolla addosso, uccidendolo sul colpo.

Qualche metro più in là sta seduto Homer, cieco e ormai paralizzato, morirà di fame e di sete qualche giorno più tardi.
Il 21 marzo del 1947 un informatore anonimo chiama il 122° distretto di Polizia affermando che c'é un cadavere nella casa dei fratelli. La polizia, con grandi difficoltà fa irruzione nell’appartamento, ma il corpo di Langley, sepolto sotto uno strato di immondizia, non viene trovato e gli investigatori attribuiscono l’insopportabile odore alla quantità di immondizia.

Contenuto della Casa

Tra gli oggetti rimossi dalla casa si trovarono un passeggino, un passeggino per bambole, biciclette arrugginite, cibo andato a male, pelapatate, una collezione di armi, candelabri di cristallo, palle da bowling, la capote di un calesse, un cavalletto, tre manichini, ritratti, foto di pin-up, busti in gesso, il baule della Signora Collyer, una stufa a kerosene, un sediolone da bambino, più di 25000 libri, organi umani sotto formalina, 8 gatti vivi, tappezzeria, centinaia di rotoli di tessuti e seta, orologi , 14 pianoforti sia a coda che verticali, un clavicordo, 2 organi, alcuni benjo, violini, corni da caccia, organetti, un grammofono con dischi e innumerevoli pacchi di riviste e giornali, alcuni dei quali risalenti a decine di anni prima.
Gli agenti, dopo quasi due settimane di ricerche fra le ben 180 tonnellate di rifiuti accumulati dai Collyer negli anni, trovano Langley l’8 aprile, mentre il cadavere è già preda dei topi.
La casa, ritenuta pericolosa secondo le norme antincendio, venne rasa al suolo.

La sedia

La sedia dei Collyer passò attraverso diversi collezionisti privati fino alla rimozione dall'esibizione al pubblico dal 1956.
Col passare del tempo la fama sinistra dell'oggetto aumentò per colpa del destino dei possessori ed oggi è proprietà di Babette Bombshell di Orlando, una collezionista di oggetti strani e rarità.

Fonti: wikipedia
Bizzarro Bazar



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Home Office, qualche idea




Riuscire a ricavare uno spazio, anche piccolo da dedicare a Home Office, per studio, lavoro o divertimento è una tendenza molto sentita!

Ecco alcuni esempi di spazi ridotti ma funzionali, fra cui uno realizzato da noi CAFElab Studio di architettura, per uno dei nostri ultimi progetti, casa Appia Antica, una piccola postazione di lavoro che scompare dietro a dei pannelli realizzati con lo stesso legno della pavimentazione.

Una soluzione che privilegiamo [tweet this] in quanto, come sa bene chi lavora da casa, è fondamentale distinguere accuratamente gli spazi e i tempi dedicati al lavoro da quelli dedicati alla casa e alla famiglia;
in questa maniera riusciamo a nascondere alla vista documenti, carte e computer, in più lasciando in ordine il soggiorno.





Immagini: Pinterest



Pure white




Il bianco la fa da padrone in questa residenza newyorkese (Wadia Residence) realizzata da 4architecture.
Ogni dettaglio è accuratamente studiato, sportelli e vani nascosti si aprono e scompaiono lasciando i muri perfettamente bianchi.







Via re4a



Ufficio dallo stile industriale | concept




La location di questo nuovo ufficio/archivio ha un sapore industriale e caratteristiche proprie di un loft, con soffitti molto alti e grandi vetrate che lasciano entrare molta luce naturale.

Il progetto di CAFElab studio, prevede di sfruttare lo spazio disponibile in altezza, creando una zona a doppia altezza di fronte alla parete vetrata e due livelli:
in basso uffici, open space e spazi di riunione
al di sopra un soppalco dedicato al corposo archivio del committente.

L'utilizzo di strutture in acciaio prefabbricate modulari consentirà di realizzare il soppalco in tempi rapidissimi, a costi contenuti e pesi ridotti.





Info: CAFElab studio



Una casa autunnale




Questa casa svedese, progettata a cura di Karlavagen76, emana una decisa atmosfera autunnale; arredi classici, rivestimenti e pavimenti in marmo, una grande quantità di luce naturale che ne inonda gli ambienti la rendono piena di serenità e adatta per rilassarsi. L'esterno, con camino, ci sembra particolarmente adatto a godere di queste prime giornate autunnali, dove il cielo è ancora limpido e le temperature sono tiepide.









Via Digsdigs



CAFElab studio, chi siamo




CHI SIAMO

CAFElab è uno studio di architettura, lighting design, interior design.
Con sede a Roma è uno studio multidisciplinare dove un team di progettisti combina conoscenza, esperienza e competenza per conciliare soluzioni creative e innovazioni tecniche con le più sofisticate richieste della società contemporanea.

COSA FACCIAMO

Progettiamo spazi di vita confortevoli e funzionali.
Abbiamo conoscenza, esperienza e competenza per percepire le vostre esigenze e realizzare spazi di architettura caratterizzati da un design senza tempo che vi stupiranno e stimoleranno la vostra immaginazione.

PER CHI

I nostri clienti sono enti pubblici, professionisti e privati cittadini.
Chi si rivolge a noi è esigente, impegnato e alla ricerca di soluzioni uniche. Sia che si tratti di un ufficio o di un appartamento, lavorare con noi vuol dire affidarsi ad un team esperto, preciso e concreto che ottimizza il tempo e il budget a disposizione per ottenere i massimi livelli di qualità.

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Con colore a Madrid




Questo particolare appartamento, recuperato su progetto di Quam Architecture e Porras & La Casta Architects, è situato a Madrid ed occupa il basamento intero di un palazzo. In alcuni ambienti, nonostante l'intervento sia stato abbastanza radicale, si è scelto di mantenere a vista la tessitura muraria in mattoni dell'edificio, risalente al XX secolo.

 



 

 







Il camino moderno




L'inverno non è ancora iniziato ma il fascino di un camino continua ad essere il protagonista nell'interior design. Infatti, il camino, nel design moderno diviene il punto focale di un ambiente, costituendo un fulcro prospettico di grande potenza, che funge come elemento catalizzatore dello sguardo. 






Via One Kind Design | CAFElab Studio



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