Outsider, i peluche di seconda mano



"Real isn't how you are made." Said the Skin Horse,
"It's a thing that happens to you. When a child loves you for a long, long time, not just to play with, but REALLY loves you, then you become Real."
The Velveteen Rabbit


Gli Outsider, pensati dai designer Samuel Coendet e Lea Gerber, dell'Atelier Volvox, sono stati premiati al Recycling Design Preis 2012, in Germania. Nascono dall'idea di recuperare quei giocattoli che, per vari motivi, giacciono abbandonati, e riportarli a nuova e più dignitosa vita.
Infatti, che c'è di peggio per un giocattolo che essere dimenticato nel cestone dei giochi di un bimbo ormai cresciuto?



Gli Outsider si compongono delle parti di questi giocattoli dimenticati, girate nel vero senso della parole, con il pelo verso l'interno, e riassemblate, occhi compresi... perchè infatti negare a questi tenerissimi pupazzi una seconda chance di diventare "reali"?


Info: Atelier Volvox



Colore, The Saguaro Hotel



Ecco a voi il nuovo coloratissimo hotel, The Saguaro, aperto da poco vicino Los Angeles!


L'Hotel, nato dal progetto Stamberg Aferiat Architecture, riprende le tonalità dei colori dei fiori del deserto del Mojave, per creare un'oasi di relax e di colore...
Bellissima è la piscina che affaccia sulla coloratissima corte dell'Hotel; la luce del sole dona ai colori circostanti
sfumature sempre diverse.




Ogni stanza è caratterizzata da un differente schema di colore e affaccia sulla grandiosa vista sulle San Jacinto Mountains.



Info e prenotazioni: The Saguaro



Lettera al Presidente Napolitano



Lettera del presidente dell'Ordine Architetti Roma, Amedeo Schiattarella, al presidente Giorgio Napolitano, inviata l'11 gennaio 2012.


Presidente Giorgio Napolitano
Presidenza della Repubblica
Palazzo del Quirinale
00187 Roma

Illustre Presidente Napolitano,
desidero sottoporre alla Sua attenzione il testo di un appello da noi pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera.

Abbiamo inteso rendere pubblico questo documento per manifestare la  nostra volontà di farci carico di responsabilità collettive, di offrire un contributo costruttivo al futuro dell'Italia, condividendo pienamente la necessità, in questo momento di crisi, di interpretare fino in fondo quel "coraggio civile" e quello "sguardo rivolto con speranza fondata verso il futuro" da Lei richiamati in occasione del suo recente messaggio di fine anno.

Ma il nostro appello pubblico è motivato anche da una profonda amarezza nel constatare il diffondersi di giudizi mediatici sul mondo dei professionisti superficiali, demonizzanti e fuorvianti.

A noi interessa poco un confronto ristretto alla attualità o meno del sistema ordinistico e sul suo essere un presunto freno allo sviluppo del paese.

Come architetti italiani vorremmo partecipare attivamente, invece, ad un confronto sui modelli di sviluppo da adottare per il futuro dell'Italia.

La nostra formazione, infatti, è stata compiuta in una delle più importanti scuole internazionali di architettura, caratterizzata da un alto contenuto teorico-culturale.
L'alto investimento fatto dalla collettività  per formare i 145.000 architetti italiani dovrebbe avere come scopo principale quello di garantire professionalità alte per gestire il futuro dei nostri territori e delle nostre città, per svolgere quella fondamentale funzione di intermediazione tra i fabbisogni della comunità umana e la costruzione delle città contemporanee.

Quanto accaduto in Italia sin dagli anni Sessanta (in modo molto più drammatico che non negli altri paesi sviluppati d'Europa), nei nostri territori, nei nostri paesaggi, nelle nostre periferie sembrerebbe dimostrare che, nonostante le nostre potenzialità, noi abbiamo tradito il compito sociale che ci era stato affidato.

In realtà nel nostro Paese, più che altrove, la trasformazione fisica del territorio è stata governata quasi esclusivamente dalle logiche della speculazione, in un processo di progressiva marginalizzazione del ruolo dell'architetto progettista.

Il processo si è particolarmente accentuato negli ultimi quindici anni (in particolare con l'emanazione del nuovo Codice degli Appalti pubblici) che hanno visto un sistematico indebolimento della funzione mediatrice e autonoma del progetto nel ciclo di produzione dell'edilizia pubblica.

Mentre la Francia si dotava di una Legge per l'Architettura che garantiva, realmente, la centralità ed il valore culturale del progetto, in Italia nulla è stato fatto in termini normativi per dettare regole che promuovessero la vitalità della cultura materiale dei nostri territori.

Oggi nel nostro Paese le Opere Pubbliche sono prevalentemente progettate o all'interno delle stesse Pubbliche Amministrazioni o dalle imprese di costruzione e sono essenzialmente finalizzate all'ottenimento di risultati in termini di consenso elettorale o di profitto.

Gli effetti di questi dispositivi normativi sono sotto gli occhi di tutti.

Per le nuove generazioni di architetti italiani, poi, le attuali regole del mercato rappresentano un ostacolo insormontabile e le prospettive sono per loro ancora più drammatiche: l'assenza di opportunità di fare architettura impedisce la maturazione di quelle esperienze che consentirebbe loro di affrontare la competizione internazionale.

A parità di età, un giovane architetto italiano ha oggi un curriculum nettamente inferiore per quantità e qualità a quello di un collega straniero. Questo significa che nel prossimo futuro il Sistema Italia sarà marginalizzato in uno dei settori che, al contrario, rappresenta un mercato di grandi potenzialità per la nostra creatività.

"Modernizzare il sistema" è la risposta che proviene da larga parte della politica e dal mondo imprenditoriale.

Al di là delle parole, se questo significa adottare i modelli anglosassoni di organizzazione e trasformare i nostri professionisti in imprese, si sta commettendo un grave errore.

La nostra capacità di competere deve essere affidata alle caratteristiche specifiche della nostra identità professionale che è fatta di una visione etica della professione, di densità culturale, di attenzione alla dimensione umana ed alla compatibilità delle trasformazioni, di rispetto della natura e dell'ambiente, ma anche di flessibilità e di piccola dimensione organizzativa.

Nel settore della produzione di beni ad alta qualità, per riconoscimento di tutto il mondo, siamo ineguagliabili. Valorizziamo la nostra identità culturale ed affrontiamo il mercato prospettando una via italiana alle trasformazioni del territorio.

Per questo, come Ordine degli Architetti della Provincia di Roma ci siamo impegnati ed intendiamo lavorare ancora, dando il nostro contributo alla creazione di un vero e proprio progetto per promuovere il ruolo dell'Architettura.

Siamo sicuri della Sua grande sensibilità e della Sua particolare attenzione per questi temi e sappiamo di trovare in Lei un sicuro punto di riferimento per dare forza al nostro impegno.
Per questo Le saremmo grati se, quando lo riterrà opportuno, vorrà incontrare la comunità degli architetti italiani per un aperto e costruttivo confronto sul futuro dell'architettura italiana.

Nel ringraziarLa per l'attenzione Le invio i miei più cordiali saluti,

Il Presidente
Architetto Amedeo Schiattarella

Il diritto all'architettura è un diritto di tutti



Carnevalone Liberato 2012 | Poggio Mirteto (RI)



Divertimento, allegria, follia al Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto (RI)!






























Pezzi di Venezia



Ispirati da una filosofia del vivere naturale gli arredi prodotti da Riva1920.
Estremamente belli ed affascinanti sono i mobili realizzati con le Briccole


Sono chiamati Briccole i pali di quercia delle palafitte della laguna di Venezia.
Le dimensioni di questi pali, che vengono sostituiti a causa dell’usura o della rottura vanno dai 2 ai 4mt con un diametro dai 20 ai 40cm.

RIVA1920 crea prodotti impiegando questo materiale naturale avvalendosi della collaborazione di designer e architetti di fama internazionale, realizzando mostre itineranti.


Consultando il sito web si trova cenno del: 2° Concorso di Idee "Tra le Briccole di Venezia" il cui tema sarà un tavolo da realizzarsi impiegando e valorizzando il concetto del riuso del legno delle Briccole di Venezia, nonché l’utilizzo di elementi marginali a completamento del prodotto stesso.


fonti: Riva1920
archiproducts



Think Pink!



Sentori di Primavera nell'aria finalmente...

Buon WeekEnd!

www. cafelab.it
info@cafelab.it



Legnoletto by Alias



Caratterizzato da grande rigore geometrico e un innegabile impatto estetico, Legnoletto disegnato da Alfredo Häberli per Alias rappresenta una buona scelta per chi ama il design innovativo e funzionale.


Le forme pulite e le molteplici possibilità di configurazione della struttura -dalla semplice tavola all'abbinamento con testiera e pediera- ne fanno un elemento di facile inserimento in contesti diversi, da ambienti più giovani con varianti cromatiche più colorate ad ambienti più classici con tinte più naturali e sobrie


fonte: Alias



Madame Butterfly



Le farfalle sono insetti bellissimi, a chi non piace ammirarne le forme eleganti e i rari colori?
Però che tristezza catturarle per imbalsamarle ed appenderle in piccole teche come decorazione... non sarebbee meglio utilizzare foto ad alta risoluzione, lasciando ogni farfalla libera di volare?


Ecco la nostra serie di farfalle tropicali variopinte, stampate ad alta risoluzione su tela!








Info: Zazzle



Under migration...



A causa del diverso formato di Facebook stiamo migrando i dati di CAFElab Architettura nella pagina dedicata!
A presto sulla nostra nuova pagina...
Lo Staff di CAFElab Studio



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