Vendi casa? Di che Classe sei?



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Da Gennaio 2012, chi vuole vendere un’abitazione dovrà indicare non solo ubicazione o mq ma anche l’indice di prestazione energetica.

La novità,introdotta seguendo le disposizioni del Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011), rischia (secondo l'italica maniera...) di essere depotenziata per chi non rispetta l’obbligo, riguardante ogni tipo di annuncio immobiliare, con eccezione la Regione Lombardia dove sono in vigore multe fino a 5 mila euro in caso di inadempienza.

L’indice di prestazione dell’immobile, una sorta di “etichetta di qualità” energetica, è contenuto nell’ACE, cioè Attestato di Certificazione Energetica, che viene redatto da un tecnico abilitato e attesta la prestazione energetica e i parametri energetici caratteristici dell’edificio con una classificazione simile a quella degli elettrodomestici.

L’indice misura il consumo totale di energia.
Ad un indice più basso corrisponde un consumo di energia più basso e, quindi, una prestazione energetica migliore.
La legge nazionale richiede quindi di indicare l’indice di prestazione energetica e non la classe energetica, che può variare su una scala colorata da A a G di più immediata comprensione.

Se l'immobile ricade in classe “A” è ad altissima efficienza energetica,
Se in classe “C” significa che rispetta le attuali normative, e così via fino alla G cioè la maggioranza degli edifici costruiti tra gli anni '60 e '80.

Questa norma influenzerà in poco tempo il mercato delle case, andando a pesare nei tradizionali criteri di valutazione in campo immobiliare.

Il nuovo obbligo, combinato con la proroga dell’ecobonus del 55% per i lavori di riqualificazione energetica di edifici e appartamenti, dotrebbe rappresentare un importante volano economico per il settore delle costruzioni.




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