Energie rinnovabili: appello a Napolitano



 
Le principali associazioni del settore fotovoltaico, APER (Associazione dei Produttori di Energia da Rinnovabili), Asso Energie Future, Assosolare e GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), lanciano un appello al Presidente della Repubblica Napolitano affinchè non apponga la sua firma e avalli il decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, già approvato in sede di Consiglio dei Ministri.

Il Decreto "Ammazzarinnovabili" (come è stato ribattezzato), non sarebbe costituzionale per eccesso di delega, in quanto il Parlamento ha delegato il Governo a recepire la direttiva europea esistente ma il Governo non ha in nessun modo recepito i pareri delle Commissioni Parlamentari, cioè dell’istituzione delegante.

Si ricorda che decreto legislativo recepirà la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, eliminando il tetto attuale di 8.000 MW per il fotovoltaico (oltre cui veniva sospesa l’erogazione di incentivi). A partire dal 1° giugno 2011, prenderà il via una consultazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell'Ambiente al fine di creae un ulteriore provvedimento per rimodulare in maniera definita incentivi e tetti massimi per le diverse fonti di energia.

Il Decreto andrà a definire un nuovo sistema di incentivi per impianti in esercizio dal 1° gennaio 2013, con differenziazione per impianti di taglia minore e maggiore, con un duplice obiettivo: dare certezze ai piccoli investitori e, allo stesso tempo, stimolare i produttori più grandi per raggiungere soluzioni più efficienti. Fondamentalmente, soprattutto per il fotovoltaico, si procederà a ridefinire criteri e parametri per scoraggiare iniziative dettate dalla speculazione e allo stesso tempo garantire una possibilità reale di sviluppo. In particolare, in difesa del paesaggio rurale, e tuttavia trasformando l’energia in un possibile reddito aggiuntivo per gli agricoltori, gli impianti fotovoltaici sui terreni agricoli non potranno superare il limite di 1 MW e non potranno coprire più del 10% del terreno.




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