RISORSE: Progettare una scala




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La scala, comunemente e' un elemento architettonico usato per superare un dislivello.
Risulta composta da un insieme di strutture orizzontali, posizionate a quote differenti, chiamate gradini.
Relative al gradino, sono l'alzata e la pedata, cioe' l'altezza del gradino stesso e la parte in piano su cui poggia il piede durante la salita; l'alzata e la pedata sono strettamente connesse al tipo di scala che si sta progettando e al dislivello che si ha necessità di superare.
Questi due elementi sono legati fra loro da un rapporto di proporzionalità:

2A+P=62÷64 cm

il rispetto del quale garantisce che la scala sarà comoda e agevole da usare per salire o scendere quanto più possibile.
Ogni scala deriva dalla progettazione e creazione di diversi elementi funzionali e spaziali che, oltre ai gradini, la compongono:

  • innanzitutto va scelta un'area dove la scala sara' posta, dunque una sorta di buco detto vano scala;
  • quindi, nei due punti di arrivo e partenza della scala stessa, e' necessario predisporre i pianerottoli, cioè una sorta zone "di riposo", che dovranno avere profondità pari almeno alla larghezza di una rampa della scala;
  • quindi la rampa vera e propria, che è costituita dall'insieme dei gradini;
  • il gradino, a sua volta, è il singolo elemento che compone la scala, ed è composto da alzata e pedata;
  • per salire e scendere è necessario dotare le rampe di un elemento di protezione, che non permetta di cadere lateralmente e a cui appoggiarasi durante la salita/discesa, che può essere in metallo, legno oppure in muratura, il parapetto; questo, deve essere alto nei luoghi pubblici ( compresi i condomini ) 100 cm e, nel caso fosse modellato da stecche in legno o metallo, essere inattraversabile da una sfera di 10 cm.;
  • infine l'interpiano è la differenza di quota tra due pianerottoli di arrivo.

    La larghezza della rampa e' funzione del numero di persone che si prevede possano transitare contemporaneamente; in particolare, e' utile sapere che una persona occupa per il passaggio 60 cm;
    in casa la larghezza minima di una scala può essere di 80 cm ma nei luoghi pubblici ad esempio in un condominio, la larghezza minima di una rampa deve essere 0,90 cm, per consentire il transito di una sedia a ruote, e almeno 1,50 m. per consentire l’incrocio di due persone.
    Inoltre, mediante rampe in successione, non è possibile superare un dislivello superiore a 3,20 m.
    Per quanto riguarda i gradini, è buona norma comprendere l'altezza dell'alzata tra i 13 e i 20 cm, mentre per la pedata è consigliabile non scendere sotto i 28 cm.

    Un discorso a parte va fatto per le scale a chiocciola: molto ripide, molto strette, possono occupare come minimo vano scala, un foro della dimensione di 120 cm x 120 cm.


  • DETRAZIONI IRPEF: AGEVOLAZIONI DEL 36% ANCHE PER LAVORI CONDOMINIALI


    Secondo il parere dell'Agenzia delle Entrate, espresso con Risoluzione n. 7/E del 12/02/2010, fornito in risposta ad istanza presentata dalla ANACI, Associazione Nazionale Amministratori Condominiali Immobiliari, la detrazione Irpef del 36% per lavori edilizi, introdotte dalla legge 27 dicembre 1997 n. 449 e regolate dalle sue successive modificazioni, è riconosciuta per interventi edilizi di restauro e risanamento conservativo e di manutenzione ordinaria, straordinaria ed edilizia, di cui alle lettere da a) a d) dell'art. 31 della L. 457/1978 realizzati su tutte le parti comuni del condominio; possono essere richieste non solo da singoli proprietari di edifici per abitazione, per interventi di manutenzione, recupero o restauro, ma anche da condomini, per interventi che riguardino alcune parti comuni.

    Le parti comuni degli edifici, secondo l'art. 1117 del C.C. sono definite come segue:
    Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo:
    1) il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune;
    2) i locali per la portineria e per l'alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
    3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l'acqua, per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprieta` esclusiva dei singoli condomini.


    In particolare, si viene a superare con la Risoluzione 7/E il contrasto creatosi sia sul piano normativo che di prassi in materia di accesso agli incentivi per le parti comuni degli edifici. La L. 449/1997, che prevede la citata detrazione del 36%, fa riferimento alle parti condominiali indicate al punto 1 dell'art. 1117, mentre il relativo regolamento di attuazione, di cui al D.M. 41/1998, richiama genericamente l'art. 1117 c.c.. Anche sul piano di prassi, mentre con alcuni pareri ministeriali (Circolare 57/E del 24/02/1998 e Circolare 121/E del 11/05/1998) si era inteso far riferimento a tutto l'art. 1117 c.c., con la Risoluzione n. 84/2007, l'Agenzia aveva escluso dal beneficio fiscale le parti elencate ai punti 2 e 3 dell'art. 1117 C.C..



    Stock-photo



    Dall'11 febbraio ha chiuso il sito di stock-photography Stockxpert.com, dove le nostre immagini erano in vendita.
    Per ora sarà possibile trovarne una parte su Fotolia.com, in attesa di completare il trasferimento del nostro archivio.



    OGGI ILLUMINIAMO: la cucina!



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    Il progetto dell'illuminazione della cucina viene spesso trascurato. La disposizione delle lampade invece è molto importante e va studiata non solo come elemento funzionale, ma anche come elemento estetico ed emozionale: si può infatti ottenere un ambiente caldo e familiare attraverso un giusto rapporto di luci ed ombre.

    La cucina e' un ambiente di lavoro particolare, che ha bisogno di una illuminazione di buona qualita', intensa e senza ombre.

    Il piano di lavoro è la zona critica della cucina.
    Lungo i piani di lavoro si svolge tutta l'attività: si scelgono e si preparano i cibi, si tiene sotto controllo la cottura, si leggono le ricette, si verifica la pulizia delle stoviglie. Sappiamo tutti che la valutazione del colore e della consistenza degli alimenti e' fondamentale.

    Per questi compiti visivi i livelli di illuminamento consigliati sono fra i 750 e i 1000 lux, mentre per altre zone della cucina destinate a ospitare funzioni che non richiedono uguale accuratezza, i livelli possono essere più bassi: fra 300 e 500 lux.


    illuminazione centrale
    lampada centrale: la luce proietta l'ombra sulla zona lavoro



    faretti sottopensile
    Apparecchi montati sul lato inferiore dei pensili in modo da rimanere celati alla vista perchè schermati sul lato frontale.
    Per dimensionare questa schermatura è bene controllare anche le posizioni di coloro che, seduti all'interno del locale potrebbero essere disturbati dall'illuminazione diretta.

    faretti su mensola

    L'illuminazione diffusa generale e' comunque necessaria per ridurre i troppi contrasti di luce che affaticano la vista.



    Roma: Sicurezza nelle scuole, arriva il libretto di manutenzione edifici


    E' stato presentato l'11 febbraio 2010, presso l'assessorato ai Lavori pubblici capitolino, il Libretto di manutenzione per le scuole del Comune, approvato con una delibera del Consiglio Comunale nello scorso ottobre.

    Il Libretto sarà istituito per ogni fabbricato esistente o di nuova costruzione, in modo da poter conoscere, nel dettaglio, lo stato conservativo del patrimonio edilizio.
    "Uno strumento innovativo, dichiara l'assessore ai Lavori pubblici Ghera, consultabile anche sulla rete intranet comunale, che sarà utilizzato dalle scuole, dai Municipi e dagli uffici centrali competenti in materia e che faciliterà la gestione del patrimonio edilizio comunale. Attività di monitoraggio e prevenzione delle criticità, il Comune di Roma adottando il libretto dà un segnale importante sulla necessità di migliorare e garantire i sistemi di sicurezza all'interno dei plessi scolastici. Maggiore prevenzione, più sicurezza nelle scuole".

    L'assessore alle Politiche Educative Scolastiche, Marsilio, ha detto: "Sarà finalmente possibile assicurare una migliore qualità delle strutture scolastiche. Grazie al libretto si potrà monitorare costantemente lo stato d'uso degli edifici di tutte le scuole di ogni ordine e grado della città di Roma e soprattutto permetterà di migliorare l'attività di prevenzione al fine di garantire alle famiglie, al personale e agli stessi alunni maggiore sicurezza nelle scuole".



    RISORSE: progettare una cucina





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    Trovarsi a dover acquistare una cucina, costituisce un evento davvero importante; la cucina, considerata da molti il punto focale della propria casa, il "focolare domestico", va scelta e progettata con attenzione.
    L'ambiente cucina dovrà corrispondere al proprio stile abitativo ma allo stesso tempo dovrà essere funzionale e soddisfare pienamente le esigenze di chi la utilizza; quindi bisognerà porre attenzione a non lasciarsi influenzare dalle composizioni scenografiche presentate dai rivenditori ma di avere ben chiare in mente le proprie necessità.

    Innanzitutto bisognerà scegliere quale tipo di configurazione di cucina si adatta all'abitazione che la ospiterà, quindi quale disposizione sarà la più comoda e vantaggiosa, in base anche all'individuazione delle principali zone di lavoro.

    - in linea: i componenti sono disposti secondo una linea che occupa un lato della stanza; utile per ambienti di piccole dimensioni, permette di lasciare spazio sul lato opposto per un tavolo

    - ad L o a U:
    occupa due o tre lati della stanza. Permette di avere grandi spazi contenitivi e di appoggio. E' consigliata per ambienti spaziosi, poichè riempie molto lo spazio, o per cucine di dimensioni medie con zona pranzo dislocata in un altro ambiente.

    - ad isola o a penisola: ottimali entrambe in spazi medio-grandi, permette di organizzare le funzioni in maniera ottimale, soprattutto in situazioni di openspace, ricavando ulteriori spazi dedicati al consumo di snack o colazione.

    Quindi bisognerà scegliere se la cucina sarà caratterizzata da un piano unico, più lineare e con una maggiore pulizia estetica, oppure a blocchi, soluzione che presenta il vantaggio di poter essere ricomposta secondo varie soluzioni ma purtroppo con un aumento di punti in cui potrà verificarsi ad esempio trabocco di liquidi o infitrazioni.

    Altra scelta riguarderà l'attacco a terra della cucina; questo potrà essere:

    - con zoccolo: questa soluzione presenta il vantaggio di nascondere lo sporco sotto la cucina; lo svantaggio è rappresentato dal fatto che questo comunque si accumula, non essendo lo zoccolo a tenuta stagna, e diventa difficile rimuoverlo.

    - con piedini: i piedini al contrario facilitano l'ispezione e la pulizia e assicurano un'igiene migliore.

    - cucina sospesa:
    questo modello assicura il massimo della pulizia e dell'igiene, permettendo di rimuovere ogni traccia di sporco, senza lasciarlo accumulare. Di contro, si riduce l'altezza utile delle basi e a tutt'oggi, sono pochi i modelli di lavastoviglie adattabili.

    Altro momento fondamentale sarà la scelta del colore della cucina: tenendo conto che i colori vanno ad influenzare la luminosità di un ambiente, sarebbe opportuno scegliere per le ante un colore chiaro, come il bianco, il beige o legno naturale, il giallo o il verde tenue, che nel tempo non stancano e tendono a dilatare lo spazio.



    Grande importanza funzionale oltre che estetica avrà la scelta del piano di lavoro; ne esistono in vari materiali, con diverse caratteristiche tecniche, finiture e colori.
    I più utilizzati sono:

    - in laminato: i vantaggi che presenta sono legati ad un'alta resistenza ai graffi, al calore, alle macchie e all'abrasione, anche se a volte può presentare scarsa resistenza all'acqua e alle infiltrazioni, con successiva formazione di muffe, distaccamenti e cattivi odori.

    - in acciaio inox: conferisce alla cucina un aspetto molto professionale, è igienico, resistente alle macchie e praticamente indistruttibile. Lo svantaggio che presenta è la scarsa resistenza ai graffi, anche se questi non danno sensazione di degrado ma di vissuto.
    N.B.Per sapere se è acciaio di ottima qualità, bisogna esso sia amagnetico, quindi è consigliabile fare una prova con una calamita.

    - in marmo o granito: Il marmo, molto più che il granito (composto del quarzo) presenta pochissima resistenza agli acidi (thè, caffe, limone, aceto, pomodoro) che tendono a consumarlo superficialmente e a macchiarlo e ai graffi. Il granito invece resiste perfettamente agli acidi, ai graffi e alle alte temperature.In ogni caso per garantire una buona tenuta alle macchie è consigliabile un trattamento per la chiusura dei pori.

    - piani sintetici: Realizzati anche ad imitazione delle pietre naturali, del marmo e del granito, sono facilmente lavabili e difficilmente si macchiano. Di contro, sono molto "teneri" e si graffiano facilmente, non hanno resistenza elevata alle alte temperature e quindi possono dare problemi di fessurazione vicino alla zona cottura.

    - in vetro: Molto resistente alle alte temperature, facilmente pulibile, può avere qualche problema con il deposito di calcare.



    Infine qualche piccolo accorgimento tecnico da valutare nella scelta:

    - piano da 60 o 65 cm: con il tradizionale piano da 60 cm, il pensile risulta molto vicino al viso e da problemi nel lavoro; se possibile scegliere un piano da 65 cm o più.

    - scegliere un'altezza per i pensili direttamente legata alla statura di chi li utilizza, per non avere problemi nell'utilizzo.

    - nel posizionare il forno, se si sceglie di metterlo in una colonna, che presenta una maggiore comodità di utilizzo e pulizia, rispetto alla posizione tradizionale bassa, sotto i fuochi, controllare che non venga posizionato ne troppo in lato ne troppo in basso.



    Una casa nei boschi






    Questa capanna di aspetto rustico, è stata costruita da Piet Hein Eek per un amico, il cliente e musicista Hans Liberg, che aveva bisogno di un posto stimolante dove trovare ispirazione e rilassarsi. Il design dell'esterno è quello tipico della capanna di tronchi di legno. Circondata dalla foresta, la facciata di questa casa è caratterizzata da sezioni di tronchi accatastati. Una fila di finestre a nastro la inondano di luce naturale. All'interno, questo cottage compatto contiene l'unica cosa legata alla civiltà di cui questo neo-abitante della natura ha bisogno per la sua sopravvivenza - uno studio di registrazione! E se mai Liberg avesse bisogno di nuova ispirazione per le sue composizioni melodiche, questa moderna casa mobile ha la possibilità di portarlo dove la musica lo porta, grazie alle ruote integrate sul fondo.




    Fonte: Trendir



    "M’illumino di meno”



    Il prossimo 12 febbraio la giornata sarà dedicata alla sesta edizione di “M’illumino di meno”, Giornata del Risparmio Energetico.

    La manifestazione, con carattere internazionale e durata limitata di un giorno, vuole ricordare come si possa scegliere di utilizzare fonti alternative, a basso impatto inquinante e soprattutto rinnovabili.

    In prospettiva di una sempre più diffusa green economy, diventa importante accrescere la consapevolezza delle potenzialità dello sfruttamento di energie producibili da sole, vento, mare, calore del terreno e uso di biomasse.

    In occasione di questo evento, molte città aderiranno ad una sorta di black-out volontario: strade, musei, edifici pubblici e privati non accenderanno le luci.

    La novità di quest’anno sarà che tutti gli aderenti all’evento provvederanno alla loro illuminazione tramite l’ausilio di sorgenti luminose alimentate solamente da energia rinnovabile, promuovendo la sostenibilità ambientale.
    Una torcia alimentata ad energia rinnovabile attraverserà l’Italia, ripercorrendo un percorso simile a quello della fiaccola olimpica, sostando in tutti i punti di rifornimento provvisto di fonti rinnovabili, arrivando alla tappa finale, Roma, per celebrare l’inizio della festa del 12 febbraio.

    Per chi volesse segnalare la propria adesione, per scaricare materiale utile alla diffusione dell’iniziativa, oppure trovare altri dettagli sull’evento, è possibile collegarsi al sito:
    http://www.caterpillar.rai.it



    DOCCIA IN OPERA: come fare (2)


    Oltre al realizzare una doccia senza il tradizionale piatto doccia in ceramica, utilizzando una canalina per lo smaltimento acque, è possibile utilizzare piatti doccia in acciaio inox, realizzati su misura, per installazione con uno spessore in appoggio di soli 5 cm, oppure a filo pavimento, finiti con pedana in legno di multistrato marino in varie essenze di finitura (ARCHIPLATE prod. Archibagno).
    Recuperabile per una eventuale seconda installazione, non ha problemi di crepature a causa di dissesti della struttura edilizia oppure dovuti ai dilatamenti termici, risulta molto facile da pulire.
    Un'altro aspetto positivo è la possibilità di rivestirlo utilizzando lo stesso materiale del pavimento del bagno, al posto della pedana in legno; in tal modo si avrà una maggiore integrazione visiva con l'ambiente in cui sarà posto.





    Altra soluzione alternativa è costituita dall'uso di una struttura direttamente rivestibile con il materiale della pavimentazione (ARCHISTRUKTUR prod. Archibagno).





    Colori edifici in centro, delibera d'indirizzo. Maxi-sgravio per chi usa tinte 'doc'


    Approvata dal Consiglio Comunale la delibera d'indirizzo per il "Piano colore" del centro storico, proposta dai consiglieri Lavinia Mennuni (delegata alle Pari Opportunità e già assessore all'urbanistica del II Municipio) e Dino Gasperini (delegato al centro storico).

    Punti salienti: sarà istituita una commissione per redigere un "Piano di tutela dell'immagine della città storica". Il piano indicherà la "tavolozza" dei colori corretti e i parametri d'uso, fornendo gli elementi per evitare errori.

    Chi tinteggerà facciate e tetti attenendosi al piano – sull'intera area del centro e della città storica – avrà l'esenzione fino all'80% del canone per l'occupazione suolo pubblico (ingombro del cantiere su strada).

    Condizione prevista: che i lavori si concludano entro nove mesi dal rilascio dell'autorizzazione.

    Si potrà anche ottenere l'esenzione dal canone per la pubblicità sui ponteggi, purché la pubblicità non resti più di otto mesi dal rilascio della concessione per l'occupazione suolo pubblico. Sgravi fino all'80%, infine, anche per il restauro facciate degli stabili – pubblici e privati – deturpati da graffiti e scritte vandaliche, a condizione che l'intervento preveda l'impiego di materiali resistenti all'opera dei "writers".

    In ogni caso, per beneficiare degli sgravi fiscali si dovranno avviare i lavori entro diciotto mesi dalla data di approvazione del piano colore.


    Un considerevole incentivo alle imprese edili, sottolinea il Campidoglio, coniugato alla tutela del centro storico e all'attenzione per il decoro urbano.

    VIA COMUNE DI ROMA



    Casa-ponte in Grecia






    Le case con rivestimento in pietra di solito hanno risultano molto caratterizzate ed anche in questo caso, questa fattoria è davvero particolare.
    Il design della casa è una risposta alla duplice particolare topografia del sito e alle tecniche di addomesticamento rurali che in passato hanno modellato il paesaggio delle isole Cicladi.
    Oggi, in tempi diversi, le isole Cicladi sono stati rimodellate da una forza molto diversa: la domanda di abitazioni per la vacanza.
    Lo studio Deca Architettura ha progettato e realizzato questa casa di campagna ad Antiparos, in Grecia.
    Questa casa, biologica, prende forma come un ponte di pietra che si estende tra due pendii erbosi; gli architetti hanno utilizzato le precedenti tecniche dei muri in pietra per ricreare un paesaggio artificiale che unisca sia quello rurale che quello domestici.

    Nel prospetto nord-sud e in quello frontale, le colline che accolgono la casa si congiungono in una V molto pronunciata, garantendo la riservatezza della casa su entrambi i lati.
    Da est-ovest le facciate hanno come cornice la vista del mare.
    Tra queste mura di pietra, quattro cortili interni organizzano la casa in cinque aree funzionali principali.

    A causa delle forti pendenze ai lati, gran parte di questa casa sembra essere sepolta all'interno del paesaggio, con la terra rossa e gli ulivi greci che penetrano fine dentro il cortile della casa. Come risultato, risulta protetta naturalmente dalle intemperie ma in compenso è inondata di luce naturale.



    Via ARCHDAILY



    Un letto all'aperto per sognare





    Evocatore di immagini di pace e relax

    questo moderno letto all'aperto, prodotto da Egoparis, appropriatamente chiamato Eden, è davvero quanto di più vicino al paradiso si possa ottenere senza mai lasciare il vostro giardino.

    Questo letto vanta una straordinaria intelaiatura, che ricorda i letti a baldacchino o i gazebo estivi, di legno laccato, con schienali disponibili in una gamma di 16 colori differenti.
    Sopra, un sogno, che si concretizza attraverso un velo bianco o una tenda ecrù, racchiude il letto, lasciando lentamente filtrare il sole e la brezza fresca davvero invitante invitante in questo piccolo rifugio all'aperto.

    Ideale per sdraiarsi e lasciar vagare la mente fino al proprio paradiso privato, o per assaporare questo piccolo piacere con accanto una persona, dato che lo spazio è più che sufficiente per due.

    Le misure di questo angolo di relax sono di 300 x 215 da 180 cm.

    VIA Egoparis



    DOCCIA A PAVIMENTO: come si fa



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    Nella ristrutturazione o nella progettazione di un nuovo bagno può essere interessante realizzare la doccia direttamente sul pavimento, senza utilizzare il piatto doccia in ceramica.

    Il primo passo consiste nell'accertarsi di come è stato realizzato il solaio dell'ambiente su cui andrà posizionata, infatti il piatto doccia tradizionale ha un sifone a S di circa 12 cm di spessore e per realizzarlo direttamente nel pavimento, dovremo avere spessori sufficienti: un solaio in legno generalmente ha spessori modesti, dovuti esclusivamente al manto delle mezzane (3 cm) ed al massetto in calcestruzzo armato (4-6 cm), mentre in un solaio in laterizio misto a cemento armato troviamo dimensioni ben maggiori.

    In luogo del classico scarico circolare si può utilizzare una canalina per convogliare l'acqua, sarà necessario ricreare le pendenze con il massetto e prestare particolare cura all'impermeabilizzazione.




    La canalina (ArchiKANAL) e' realizzata in maniera da presentare un bordo superiore orizzontale ed ha una pendenza interna, generalmente regolabile, superiormente e' chiusa da una griglia, che puo' essere in acciaio o anche ricoperta dallo stesso rivestimento del bagno, in modo da vedere solo una piccola fessura rettangolare in cui si convogliano le acque.



    Lo stesso sistema si puo' utilizzare anche per terrazze e bordi piscina.



    fonte: ArchiBagno



    OGGI ILLUMINIAMO: le piante da appartamento!



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    Oggi vogliamo affrontare un tema insolito, le piante che vivono in appartamento.
    Di solito si trovano in diverse zone della casa, in prossimità di finestre e balconi, al centro di una stanza, accanto o vicino alla televisione o una poltrona.
    E' utile in ogni caso usare qualche precauzione per evitare elementi o situazioni che possano nuocere alla pianta.


  • E' bene evitare di porre una pianta vicino una fonte di calore, che può provocare avvizzimento delle foglie o ingiallimento e successiva caduta di queste;
  • Al contrario, esporre una pianta ad una corrente fredda può essere davvero dannoso; per alcune specie, nella stagione fredda, è da evitare il diretto contatto con ambienti a temperatura differente.
  • Anche se sembrerebbe che tutte le piante abbiano bisogno di illuminazione naturale, è bene sapere che esponendole direttamente alla luce solare, si rischia di causare bruciature sulle foglie.

    Le piante da appartamento in genere richiedono una quantità di luce non inferiore a 1.000 lux per un tempo di 12-14 ore al giorno, difficili da garantire con la sola illuminazione naturale.
    Puo' essere cosi' necessario integrare la luce naturale con quella artificiale, valutando il grado di luminosità delle varie aree interessate, usando un luxmetro o un esposimetro, e soprattutto conoscere il fabbisogno luminoso di ogni singola specie.
    Le lampadine a incandescenza tradizionali non sono adatte per illuminare le piante, alle quali necessita una particolare lunghezza d'onda che va dal blu al rosso dello spettro luminoso.
    Le lampade fluorescenti lineari hanno il vantaggio di non bruciare le foglie, idealmente dovrebbero essere utilizzati due tubi, uno bianco caldo e uno bianco freddo, l'effetto sara' pi
    Inoltre, quando l'unica illuminazione disponibile è quella artificiale, sarebbe opportuno regolarizzare il fotoperiodo, lasciando le luci accese per circa 12/14 ore per piante a foglia e 14/16 ore per i fiori.

    Lampade a luce miscelata

    Particolarmente indicate per illuminare le piante sono le lampade a luce miscelata, una tecnologia che consiste nell'abbinare un filamento ad incandescenza in una lampada ai vapori di mercurio.
    Le lampade così realizzate presentano una luce detta appunto miscelata con una componente a spettro continuo tipica del filamento ad incandescenza, non hanno bisogno di trasformatore e montano il comune attacco a vite (Edison) tutti fattori che consentono di utilizzarla con grande facilita'.




    IIluminamenti minimi per la fotosintesi per piante d'appartamento

    Tipi di piante illuminamenti in lux
    Abete da appartamento 1.000
    Agrumi 1.500
    Althea rosacea 1.500
    Begonia 500
    Begonia semperflorens 1.000
    Biancospino 1.000
    Bougainvillea 2.000
    Cactacee 1.500
    Ciclamino 2.000
    Crisantemo 2.000
    Dracena 2.000
    Euphorbia triangularis 1.000
    Felce cornuta 2.000
    Felce 500
    Ficus benjamina 2.000
    Ficus buxifolia 500
    Ficus elastica 1.000
    Filodendro 1.000
    Geranio 2.000
    Kentia 600
    Oleandro 500
    Orchidea 2.000
    Ortensia 1.500
    Palme da appartamento 1.000
    Sanseveria 500
    Stella di Natale 2.000
    Syngonium 500
    Tillandsia 500
    Tradescanzia 1.500
    Violetta di Usambara 1.000



    A seconda delle sorgenti luminose impiegate cambia la distanza consigliata tra lampada e pianta
    Tipo di lampada Distanza minima (cm)
    Lampada a incandescenza o ad alogeni, fino a 75 W 60
    Lampada a incandescenza o ad alogeni, da 74 W a 200 W 100
    Lampada a incandescenza o ad alogeni, oltre 200 W 200
    Lampada a luce miscelata 100
    Lampada fluorescente tubolare lineare o compatta 50
    Lampada a vapori di mercurio o alogenuri metallici, fino a 250 W 130
    Lampada a vapori di mercurio o alogenuri metallici, oltre 250 W 200


  • Centro Commerciale Cinecitta' 2 - work in progress


    Progetto di illuminazione interna e del ponte pedonale di accesso.
    Approcciando il tema era imprescindibile tenere conto della presenza degli Studios Cinecitta' che danno il nome non solo al Centro Commerciale ma a tutto il quartiere.

  • La prima soluzione prevede un'illuminazione colorata variabile delle facciate esterne fortemente spettacolare anche con proiezioni di messaggi pubblicitari.
  • Nel secondo concept i percorsi pedonali vengono illuminati come le passerelle di moda da una serie di proiettori disposti ai due lati del ponte e sotto le pensiline

    Il nuovo impianto di illuminazione interno realizzato con fluorescenti lineari T16 in luogo dei vecchi T28 consente un flusso luminoso superiore pur garantendo consumi ridotti del 30% una migliore resa cromatica e la possibilita' di accedere agli incentivi fiscali per il risparmio energetico.



  • Calendario mensile per i nostri amici!


    caretta caretta

    Le giornate continuano ad essere brevi e pure fredde, a Febbraio vi consoliamo con una Caretta Caretta, fotografata in un emozionante incontro nel blu del mare greco!

    in formato 4:3 o 16:9