3 step per la sanatoria: catasto, fisco e comune




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Tra circa un mese scadra' il termine (31 dicembre 2010) concesso per la regolarizzazione catastale dei fabbricati.
Tre sono gli step per arrivare a sanare eventuali situazioni di abuso o difformita'.


1. CATASTO
Una volta preso atto che il fabbricato non e' mai stato accatastato o e' iscritto ma non e' stato mai aggiornato, deve essere predisposto, tramite pratica redatta da un professionista, l'accatastamento. Cio' potra' comportare il pagamento della sanzione di 300 euro per ritardata denuncia.

2. FISCO
Una volta accatastato, l'immobile dovra' essere messo in regola dal punto di vista fiscale (Irpef e Ici) del periodo precedente risalendo fino a 5 anni indietro.

Solo nel caso dei Fabbricati Rurali non e' richiesta regolarizzazione fiscale, in quanto il loro reddito e' gia' compreso nel reddito dominicale dei terreni.

3. COMUNE
Per gli immobili oggetto di sanatoria, una volta accatastati, l'Agenzia del Territorio trasmettera' copia della denuncia per consentire i controlli urbanistici ed edilizi.
I fabbricati rurali dovranno presentare una semplice DIA in sanatoria e versare la sanzione pari a circa 516 euro.
I fabbricati di tipo civile ed industriale, oltre alla DIA e relativa sanzione, dovranno versare eventualmente i tributi di concessione e urbanizzazione; se non vi e' stata modifica alla rendita anche in questo caso bastera' versare i 516 euro.
Tuttavia se risultasse che la costruzione "sanata" non fosse conforme ai piani conmunali o a eventuali vincoli presenti, scatterebbe la denuncia del Comune all'autorita' giudiziaria e eventualmente la demolizone e la condanna penale per l'abuso.




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