Denuncia Uncsaal: a rischio il 55%, novità penalizzanti per i serramenti





Segue una nota di Uncsaal rispetto all'annunciata ipotesi di ‘riformulazione’ delle agevolazioni fiscali del 55% per i serramenti negli interventi di risparmio energetico. 

Una rimodulazione del 55% che penalizza e limita gli interventi di sostituzione dei serramenti penalizzerà i consumatori italiani, metterà in forte sofferenza un intero comparto, produrrà disoccupazione e rappresenterà un danno per l’Erario

Dal dibattito politico e dalle indiscrezioni di stampa, appare possibile che nelle eventuali modalità di conferma delle detrazioni del 55% oltre la loro scadenza fissata al 31 dicembre 2010, siano contenute novità fortemente penalizzanti per i serramenti.
L’ipotesi su fonderebbe sull’analisi commissionata al Cresme da parte dell’Enea relativa all’impatto socio-economico delle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente. Una relazione che non si è limitata a fornire una fotografia obiettiva dell’impatto del 55% nei primi 4 anni di applicazione, ma che ha invece ipotizzato forme di rimodulazione delle aliquote e delle modalità di accesso alle detrazioni.

L’Ufficio Studi economici Uncsaal ha analizzato il documento prodotto dal Cresme per conto dell’Enea, evidenziando queste discrepanze rispetto ai serramenti:

Impatto sulla domanda finale.

Il rinnovo del 55% con rimodulazione (inserimento di tetti di spesa e modifica delle aliquote) porterebbe ad una diminuzione della domanda da parte dei clienti finali e quindi del fatturato generato dai lavori che beneficiano di incentivi. Questo non è stato preso in considerazione nelle simulazioni effettuate dal CRESME. UNCSAAL stima una diminuzione dal 20% al 30% del fatturato solo del comparto dei serramenti (che resta il principale motore di fatturato). Pertanto la contrazione del fatturato andrebbe inserita sia nel calcolo del Saldo del Bilancio dello Stato che del Saldo per il Sistema Paese e comporrebbe un ulteriore aggravio per entrambi. In particolare, considerando la contrazione della domanda finale, il Saldo del Bilancio dello Stato potrebbe risultare negativo anche in ipotesi di rinnovo del 55% con rimodulazione.

Impatto sull’occupazione.

La sostituzione degli infissi è l’attività che genera più occupazione tra quelle supportate dagli incentivi del 55%. Sugli oltre 53.000 posti di lavoro creati con il 55% poco meno di 12.000 si riferiscono agli infissi. Il settore è di gran lunga il maggior generatore di posti di lavoro ed è seguito a lunga distanza dall’installazione di impianti termici che ha creato 7.000 nuovi posti di lavoro. L’occupazione generata dall’installazione dei serramenti interessa tutta la filiera del prodotto, infatti dei 12.000 posti di lavoro creati, circa 6.000 sono stati generati dalle attività di rimozione, produzione e installazione di nuovi infissi e 6.000 sono relativi all’indotto, ovvero alla produzione di sistemi e accessori per serramenti. In ipotesi di soppressione o di rimodulazione del 55% si potrà verificare la perdita di 8.000 posti di lavoro nel comparto dei serramenti, per circa il 70% relativi alla produzione ed installazione di nuovi infissi.

Impatto sull’innovazione.

Il 55% è un provvedimento di politica industriale che stimola innovazione. Nel comparto dei serramenti metallici, la domanda di prodotti ad alte prestazioni ha stimolato aumento degli investimenti tra il 70% e l’80% su base annua per i produttori di serramenti e per i produttori di sistemi in alluminio. Oggi le aziende italiane del comparto dei serramenti metallici si collocano al vertice del mercato europeo per tecnologia di prodotto e di processo e questo è stato possibile grazie allo sviluppo del mercato nazionale sostenuto dalle politiche fiscali del 55%. In ipotesi di soppressione o di rimodulazione del 55% si stima una diminuzione degli investimenti tra i 200 e i 300 milioni di euro annui nel comparto dei serramenti metallici.

Le peculiarità del patrimonio immobiliare italiano.

Gli infissi hanno di certo rappresentato una quota rilevante nel complesso degli interventi di riqualificazione energetica disciplinati dal 55%. Circa il 37% del totale. Ma non è certo questa una ragione per ipotizzarne un’esclusione in un quadro normativo di proroga del 55%. infatti l’apporto delle finestre al bilancio energetico complessivo degli edifici non è solo quantificabile in dato assoluto ma va considerato in un quadro di facilità dell’intervento da parte del consumatore.

Infatti, se stimiamo che il 75% degli italiani posseggano una unità immobiliare ne ricaviamo una fotografia estremamente frazionata del patrimonio immobiliare residenziale italiano caratterizzato nella maggioranza da proprietari-utilizzatori e in quota minoritaria da piccoli proprietari che offrono la propria unità immobiliare in locazione. La gran parte di questo patrimonio immobiliare risulta carente in termini di manutenzione ordinaria e la quota di esso in cui sono stati effettuati interventi di riqualificazione energetica non assume ancora rilevanza statistica significativa nonostante 4 anni di detrazioni del 55%.

Per queste ragioni Uncsaal ritiene indispensabile che il 55% sia rinnovato non snaturandone l’attuale impianto normativo, ma anzi ampliandolo anche ad altri prodotti utili per il risparmio energetico degli edifici (pensiamo, per esempio, alle chiusure oscuranti) e agli interventi di riqualificazione degli edifici pubblici.

In questo quadro Uncsaal proseguirà l’azione di sensibilizzazione dell’esecutivo e del parlamento affinché non passino interpretazioni del 55% nocive per il comparto italiano dei serramenti, per i livelli occupazionali del settore, per i consumatori italiani e per le entrate complessive dell’Erario.


Ufficio Stampa Uncsaal




  1. Anonimo

    ciao a tutti, segnalo che sul sito di Uncsaal si trovano tutte le info per accedere alle detrazioni fiscali del 55% anche per il 2011.
    http://www.uncsaal.it/approfondimenti/detrazioni-fiscali.html

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