Cappotto interno: quando e come realizzarlo




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Prima di decidere di procedere con l'applicazione di un cappotto interno, è necessario valutare in primis se il problema è risolvibile con un cappotto esterno. Questo tipo di isolamento è ideale per eliminare muffe e migliorare allo stesso tempo il comfort termico ed acustico dell'ambiente così protetto. Di contro è necessario garantire un'adeguata ventilazione per evitare la formazione di condense e si presenta come un intervento di tipo "invasivo", che va a ridurre, anche se in minima parte, gli ambienti.

VALUTAZIONI AMBIENTALI

Quindi è necessario valutare se l'ambiente è soggetto ad un'alta presenza di umidità, attraverso anche una verifica igrometrica.
Un requisito fondamentale per la parete dove si andrà ad apporre l'isolante è che sia altamente traspirante, cioè composta da materiali igroscopici come laterizio, tufo, pietra legata con malte igroscopiche e protetta da un intonaco assolutamente non al quarzo.

CARATTERISTICHE DELL'ISOLANTE

E' buona norma che lo spessore dell'isolante non superi i 2-6 cm; è opportuno valutare la presenza di eventuali ponti termici, evitando di creare intercapedini vuote tra pareti esistenti e rivestimento isolante. I materiali di solito utilizzati spaziano dalla classica controparete in laterizio, alle lastre di gesso accoppiate con isolante e rivestite, all'uso di pannelli in fibra di legno o silicato di calcio. questi ultimi, oltre a non richiedere la presenza di un'ulteriore barriera al vapore, presentano rispetto alle fibre di legno e ai laterizi il vantaggio di poter essere direttamente intonacati.




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