Rifkin: Roma e il decentramento energetico



Jeremy Rifkin ha consegnato al sindaco di Roma, Gianni Alemanno il "masterplan economico-energetico" per la città.

L’obiettivo ricercato è quello di trasformare i nuclei urbani della Capitale in “organismi autosufficienti” in grado anche di scambiarsi e produrre l’energia rinnovabile prodotta localmente.
Tre le direttrici di intervento ipotizzate:

- esaltare la relazione tra la Roma e il suo territorio agricolo attraverso un approccio “olistico”;
- “ripensare l'energia a Roma per zone concentriche e intercollegate”;
- “apprendimento collaborativo e distribuito", ovvero sistemi d'insegnamento e formazione totalmente ripensati “rispetto al modello iper-competitivo attualmente vigente”, all'insegna – invece – della condivisione e dello scambio dei saperi sul modello di internet. 



Tra le indicazioni contenute sul masterplan, sono previsti 10 interventi da realizzare tra il 2010 ed il 2012, in prospettiva dell'applicazione ventennale del progetto tra i quali:

– creazione di nove isole energetiche interconnesse in una rete intelligente di energia termica, frigorifera ed elettrica, alimentate da sistemi di cogenerazione a olio vegetale;
- impianti solari termici e fotovoltaici celle a combustibile
- interventi di generazione distribuita dell’energia nei piani di recupero urbanistici;
- creazione di un anello di teleriscaldamento progettato per servire le grandi utenze presenti nell’area dell’Eur;
- uso di illuminazione pubblica a emissioni zero con l’utilizzo di fv e led
- creazione di giardini pensili nel centro storico ;
- scuole e uffici autoalimentati grazie alle fonti di energia pulita.

Nella visione di Rifkin Roma diventerà la protagonista della terza rivoluzione industriale con un livello di emissioni climalteranti quasi dimezzato grazie ai meccanismi di produzione locale di energia rinnovabile, al suo immagazzinamento e alla sua condivisione.

Fonte: Comune di Roma




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