Protezione casa con il cappotto




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In un periodo in cui, con le nuove Certificazioni Energetiche, ogni edificio riceve una classificazione rispetto ai consumi che lo contraddistinguono, è bene valutare l'ecosostenibilità di ogni scelta, anche in architettura.

Quindi diventa necessario ricercare nuove soluzioni che permettano di avere un edificio sempre più efficiente, che cioè riduca i propri consumi, soprattutto in termini di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo.

Come fare ciò?

Innanzitutto bisogna valutare i materiali che andranno a comporre l'involucro esterno; è dimostrato che, per alcuni materiali tradizionali, come la pietra e il mattone, per raggiungere un isolamento ottimale, sarebbe necessario uno spessore che va dai 7 m ai 2.6 m. Questo ovviamente è impossibile, quindi bisogna rivolgersi a sistemi di isolamento efficaci, come l'uso di doppi o tripli vetri (che garantiscono anche un drastico abbassamento del rumore) e soprattutto l'uso di un cappotto esterno per l'edifcio.

Come un vero soprabito, il cappotto, viene applicato su tutte le facciate esterne, tramite pannelli verticali di isolante, con uno strato di spessore variabile tra i 10 e i 15 cm. Questo permette di realizzare un isolamento continuo e uniforme su tutta le facciate, eliminando i cosidetti "ponti termici", proteggendo allo stesso tempo le pareti dalle infiltrazioni d'acqua e dalla dormazione di muffe.

Questo tipo di isolamento consente di raggiungere una temperatura costante all'interno dell'edificio, mantenendolo caldo d'inverno e fresco d'estate, riducendo l'uso di termosifoni e condizionatori; un buon cappotto può garantire un risparmio energetico (che si traduce in risparmio monetario in bolletta...) anche notevole, fino al 50%.

Grazie alle agevolazioni fiscali del 55% su questo tipo di interventi, e all'abbatimento costi in bolletta, l'investimento iniziale può essere ammortizzato in un periodo tra i 4 e i 6 anni.




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