LA GIUNTA REGIONALE DELL'UMBRIA DEFINISCE PREMIALITÀ PER INTERVENTI DI RECUPERO ED RIVITALIZZAZIONE NEI CENTRI STORICI




La Giunta Regionale dell’Umbria ha emanato le disposizioni di indirizzo per il calcolo delle premialità per gli interventi volti al recupero ed alla rivitalizzazione dei centri storici.

Le disposizioni approvate dalla Giunta e recentemente pubblicate sul BUR (n. 46 del 14/10/2009) rappresentano un essenziale strumento di attuazione di quanto previsto dalla L. R. 12/09 “Norme per i Centri Storici”.

“Garantire la rivitalizzazione dei centri storici dell’Umbria, la loro riqualificazione e valorizzazione, incentivando gli interventi di recupero edilizio anche associati a premialità di carattere urbanistico o rivolte ad incentivare l’offerta di servizi, rappresenta la filosofia ispiratrice della legge regionale sui centri storici” ha affermato l’assessore regionale ai centri storici Silvano Rometti.
La Legge individua le azioni e gli strumenti per garantire la rivitalizzazione, la riqualificazione e la valorizzazione dei centri storici, attraverso strumenti innovativi quali gli Ambiti di Rivitalizzazione prioritaria (ARP) e il “Quadro Strategico di Valorizzazione” (QSV), la definizione di misure e criteri di incentivazione per gli interventi di recupero anche associati a meccanismi e normative premiali sia in termini urbanistico-edilizi che volti a incentivare l’offerta di servizi.
“Il provvedimento – ha aggiunto l’assessore – ha determinato i relativi coefficienti per determinare la superficie utile coperta premiale in modo di incentivare gli interventi di recupero nei piccoli centri che costituiscono il tessuto storico della regione e che finora sono stati interessati in misura limitata da interventi di riqualificazione o laddove il valore delle abitazioni civili in stato di conservazione normale risulti di entità minore rispetto a quelli accertati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio”.
“Non a caso – evidenzia l’assessore Rometti - l’atto privilegia interventi su destinazioni d’uso residenziali e commerciali che rappresentano gli aspetti prevalenti nel centro storico, soprattutto nei piccoli nuclei”.
Si prevedono comunque, seppur in misura inferiore, premialità per il recupero di edifici destinati ad attività di artigianato, di servizio e quelle ricettive. Allo stesso modo sono sostenuti interventi relativi ad una maggiore dotazione infrastrutturale, come i parcheggi, o opere inerenti l’edilizia monumentale, atipica o storico–produttiva.

La Riqualificazione Urbana è finalizzata al miglioramento della qualità della vita negli ambiti urbani e nei centri storici, e a promuovere lo sviluppo economico-sociale e la competitività del territorio su cui agisce.

L’attuale politica di Riqualificazione Urbana, in Italia, muove le mosse dalla crisi del modello di sviluppo della “città” attuato fino agli anni ’80 e caratterizzato dall’espansione urbana e da un’offerta edilizia prettamente quantitativa, priva di servizi e monofunzionale di fronte all’emergere, in quegli anni e nei successivi anni ’90, di nuovi bisogni di qualità del costruito e di efficienza economica e infrastrutturale.



In questo contesto nascono i Programmi Complessi (Programmi di Recupero Urbano, Piani Integrati di Intervento, Programmi Urbani Complessi, Contratti di Quartiere), strumenti operativi di programmazione economica e territoriale, per la rigenerazione dell’ambiente urbano, per ridurre il degrado dei centri storici, delle città, per la rifunzionalizzazione delle aree produttive dimesse, per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e per la realizzazione di un buon livello della qualità infrastrutturale, rafforzando il sistema di funzioni e servizi in genere anche privati.



I programmi complessi si caratterizzano anche per la pluralità delle risorse pubbliche ad essi destinate e per la partecipazione delle risorse private offrendo in cambio una rapidità nelle scelte e una contrazione dei tempi tra la programmazione e la realizzazione degli interventi.

La Regione Umbria sin dal 1995 ha promosso programmi di riqualificazione urbana, ma soltanto dopo l’entrata in vigore della Legge regionale n. 13/97, con i Programmi Urbani Complessi (PUC), si è assistito ad un interesse crescente dei Comuni e degli operatori privati, che è andato ben oltre ogni più ottimistica previsione.

La Legge regionale 13/97 in Umbria è stata la capostipite di una serie di atti e regolamenti volti a migliorare l’utilizzo e la qualità dei Programmi, tale evoluzione si completa con l’entrata in vigore della L.r. n. 23/03 che detta norme per il riordino in materia di edilizia residenziale pubblica, stabilendo tra l’altro che le politiche abitative si integrano con quelle di riqualificazione urbana promosse dai comuni e concorrono prioritariamente al recupero del patrimonio edilizio esistente, anche non occupato, in particolare nei centri storici.


Fonte: Regione Umbria




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