Riqualificazione degli Immobili Agricoli dismessi o sotto-utilizzati (PRIA) - Comune di Roma




A Roma oltre diecimila vecchi manufatti agricoli, un vasto patrimonio agricolo che lentamente va degradandosi, popolano la campagna romana: casali, fienili, stalle, granai, silos.
Essi costituiscono per il Comune di Roma una grande risorsa potenziale da rilanciare; così entro metà ottobre, pubblicherà un un bando di concorso con il doppio obiettivo di farne case da affittare e di contribuire al rilancio dell'agricoltura, attraverso l'incremento dell'eco-turismo e degli sport all'aria.

Il Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli dismessi o sotto-utilizzati (PRIA) è stato presentato in Campidoglio dal sindaco Alemanno e dagli assessori Antoniozzi (Patrimonio), Corsini (Urbanistica) e De Lillo (Ambiente), oltre che dal presidente di Coldiretti Lazio, Massimo Gargano, e da quello di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Il PRIA, già annunciato sin dallo scorso maggio, è stato approvato con delibera del 23 settembre; il bando si rivolgerà sia agli enti pubblici che ai privati "già proprietari di immobili ad uso agricolo sul territorio dell'Agro Romano".
Sarà possibile aderire al bando presentando una "manifestazione d'interesse", cioè proposte che prevedano il riuso e la valorizzazione dell'immobile agricolo.

Il Comune semplificherà e abbrevierà le procedure per le autorizzazioni e i cambi di destinazione d'uso. Chi invierà progetti, dunque, potrà avviare un'attività economica senza impacci burocratici e contribuirà, nel contempo, al ripristino dell'edilizia rurale.

Questi i tipi di proposta che enti e privati possono presentare al Comune:

1) Sviluppo dell'agricoltura: razionalizzazione delle attività esistenti, creazione di nuove aziende, innovazioni tecnologiche, servizi ai residenti.

2) Recupero di fabbricati agricoli per uso residenziale: alloggi da affittare in parte a canone concordato con il Comune, in parte a canone libero; residenze per vittime di calamità, da dare in convenzione; nuove attività agrituristiche.

3) Riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio: risanamento e sorveglianza del territorio agricolo, restauro dei manufatti di pregio storico-artistico e dei giardini storici; rimboschimento dei terreni improduttivi; creazione di "isole ecologiche" per il deposito temporaneo di rifiuti ingombranti (al posto delle discariche abusive); installazione di apparecchiature per la connessione internet.

4) Recupero di fondi improduttivi o abbandonati per finalità sociali: accordi con associazioni onlus per usare vecchi edifici a fini assistenziali; programmi di lavoro e integrazione per gli immigrati; riuso di manufatti e terreni a scopo didattico, di assistenza (a bambini, anziani e disabili) e per attività agricole di reinserimento; progetti di "co-housing", ovvero insediamenti composti da case private e da spazi comuni e condivisi come cucine, laboratori, ambienti per il gioco dei bambini, piscine, biblioteche…; nuovi canili attrezzati.

Il Comune sceglierà le proposte in base ad una serie di priorità. Queste le principali: creazione di posti di lavoro, inserimento dei giovani, maggior numero di addetti impiegati nel progetto, riconversione delle colture (meglio il biologico), uso di eco-tecnologie e impianti autonomi ad energia rinnovabile (solare termico, fotovoltaico…).

Per ricavare abitazioni da edifici fatiscenti, il Comune agevolerà i cambi di destinazione d'uso, senza aumento di cubatura; ma – specifica l'assessore Antoniozzi – se un ente o un privato "vorrà trasformare il suo casale in un complesso di appartamenti, per farlo dovrà necessariamente dare il 60% delle case in affitto a canone concordato al Comune per dieci anni".

Per inviare al Comune le proposte di riuso dei casali abbandonati ci saranno tre mesi dalla pubblicazione del bando.

fonte: Comune di Roma




  1. Fabio Cipriano:

    per informazioni utili
    Comune di Roma Dipartimento III – VI U.O.
    http://snipurl.com/t7azf

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...